La chiamano tecnologia “friendly“, o “user friendly“, per significare qualcosa di vicino alla natura umana, di “amico” o quantomeno non ostile. Qualcuno parla di arrischia anche a parlare di “usability” per definire in qualche modo il grado di possibilità di utilizzo di uno strumento tecnologico da parte dell’uomo, ovviamente in relazione ad un ipotetico miglioramento della propria qualità di vita grazie all’utilizzo dello strumento stesso.
Pensiamo al WI-FI, ad esempio. Recentemente la casa automobilistica Chrysler ha ufficializzato l’introduzione sulle proprie vetture della connettività wi-fi per l’accesso ad internet: grazie ad un modico investimento di circa $ 500 una tantum ed un canone mensile di circa $ 30 il fortunato cliente avrà la possibilità di una connessione flat per stare connesso col mondo, anche in chiave professionale s’intende. Cosa c’è di meglio di un mobile pc (oggi dovremmo dire ultramobile) che ci permette di lavorare comodamente dal sedile della nostra auto ? Naturalmente alla faccia delle statistiche, specie quelle americane, che indicano un pericoloso incremento dei sinistri a seguito di “distrazione tecnologica”: a questo proposito la Chrysler si è affrettata a rettificare che la connessione è da intendersi più come uno strumento di entertainment dedicato ai passeggeri…ma non sarebbe meglio codificare una volta per tutte un “carputer“, ovvero uno strumento informatico ideato e realizzato specificamente per uso automobilistico (non ostile all’uomo, s’intende).
Forse per “user friendly” s’intende qualcosa di realmente vicino all’uomo, alle sue peculiarità, alla sua sensibilità ed ai suoi gusti personali. Pensiamo ad esempio ad un nuovissimo gadget presentato dalla Yamaha, denominato BODiBEAT, che è una sorta di ipod dinamico per sportivi, che adatta la musica alla velocità di corsa dell’utente, alle sue pulsazioni cardiache, in pratica a ciò che stiamo facendo in quel preciso momento. Certo, si tratta di un inizio in tal senso, compresi il prezzo ancora abbastanza elevato, ma questo tipo di evoluzione ci piace e, soprattutto, ci fa ben sperare sulla liceità dell’utilizzo del termine “friendly” riferito alla moderna (e futura) tecnologia.
